Passo ridotto

L’idea del passo ridotto è quasi vecchia quanto il cinematografo; con essa si può risalire fino a Birt Acres, uno dei pionieri del cinema, come Démeny e Lumière. Acres aveva capito le possibilità del cinema non professionale. Per questo, egli tagliò in due una pellicola 35 mm., duplicando così il tempo di proiezione. Questa ingegnosa “trovata” (invenzione) è del 1898-99.

L’inglese Acres però non fu il solo inventore del passo ridotto. L’americano Portass costruì una macchina che si serviva di ordinaria pellicola 35 mm., la quale però veniva fatta passare quattro volte attraverso l’apparecchio da presa e quello di proiezione, così che in ogni fotogramma di 35 mm. c’erano 16 fotogrammi in miniatura.

Verso il 1920, Howard Criks disegnò per un inventore inglese, Martin Harper, una macchina per proiettare pellicola di carta, la quale, sebbene delle stesse dimansioni del 35 mm., tuttavia costava assai meno. Più tardi, i sistemi Biocam e Campro fornirono carta positiva e negativa, ma senza particolare successo.

Il cinema a passo ridotto nasce praticamente nel 1923 con l’introduzione, da parte della Kodak, del formato 16 mm. Accolto con  diffidenza in principio, esso poi incontrò sempre maggiormente il favore dei cineamatori, anche in virtù dell’impiego di pellicola ininfiammabile. Il Pathé-Baby, che utilizzava pellicola 9.5 mm., non potè trionfare dall’avversario benché fin dal 1922 si trovasse in commercio, soprattutto perché gli Stati Uniti non vollero mai riconoscere il nuovo formato.

Sopra, un video molto interessante sulla Cine-Kodak 16 mm. primo modello (il commento musicale poteva essere, come dire, meno appariscente…).