Cinema Lumière o di una perduta stagione

Piazza del Gesù Roma

Cinema Lumière? Ma sì. C’era un tempo qui, a Roma, in Piazza del Gesù, un locale — fra i tanti — che vantava proprio il nome dei fratelli Louis e Auguste Lumière che nel lontano 1895 avevano ottenuto il brevetto per il suo apparecchio.
Un piccolo cinema nato ai tempi del muto e diventato, con l’arrivo del sonoro, di seconda visione, rionale:
« Una sala lunga lunga che sapeva di odori assai strani, con le sue vecchie poltrone di velluto rosso e le sgangherate sedie ridotte a mal partito da un pubblico ingenuo, voglioso di gustarsi la pellicola il più vicino possibile allo schermo, con le sue luci fiacche e le pareti costellate di policromi manifesti pubblicitari inneggianti al film di prossima programmazione. Un cinema dall’ingresso angusto, con maschere che alternavano la vendita delle sementi e delle caramelle di qualità scadente alla scorta dei signori spettatori; cinema profumato di bucce d’arancio, rifugio sicuro per qualche romantica coppia di fidanzati ventenni in vena di tenerezze; e, infine, prezzo irrisorio per accedere ai primi posti, poche lire, per due film e, spesso, varietà. Anno dopo anno, sempre fedeli — anche se ormai alle soglie dell’Università — all’intimo cinema della nostra perduta fanciullezza, ci piacque seguire ed approfondire la settima arte fino alle novità estreme, fino al colore di Becky Sharp ».
Qualche anno dopo il cinema Lumière diventò un magazzino-deposito di stoffe, nessuno, proprio nessuno, ricorda più che a Piazza del Gesù c’era una volta il cinema, pardon, il Grande Salone Lumière, nato come succursale del Cinematografo Moderno di Piazza Esedra (ribattezzato pochi anni fa The Space Cinema Moderno), direttore tecnico Filoteo Alberini… peccato.