Cinema Teatro Manzoni di Bologna

Cinema Teatro Manzoni Bologna 1933

Il Manzoni è stato costruito nel 1933 su di un’area risultante dalla demolizione di un gruppo di vecchi palazzi nel cuore di Bologna:

Si deve ai fratelli Ing. Ildebrando e Astorre Tabarroni il merito di aver saputo affrontare e risolvere tutti i problemi, dalla demolizione al progetto edilizio, alla costruzione, alla finitura, agli impianti complessi, all’arredamento e alla scelta dei mezzi di esercizio.
È il Manzoni un locale modernissimo costruito — usando di tutti i ritrovati conosciuti e seguendo tutti gli accorgimenti che la tecnica mondiale d’oggi impiega e indica per la costruzione dei Cinema-Teatri e armonizzando le necessità tecniche coi dettami dei regolamenti vigenti — per rispondere alle raffinate esigenze del pubblico bolognese. Si affaccia il Manzoni nel centro di Bologna sulle Vie Monari, De’ Corighi e Volturno, e l’imponenza della costruzione trova ampio respiro nella snellezza della sua vigorosa architettura e nella sobrietà signorile dei motivi decorativi.
Una buena macchia di colore danno alla costruzione le ampie vetrate di cristallo che collegano i due piani e si ricongiungono all’aerea pensilina, tutta di cristallo, che sovrasta gli ampi portoni d’accesso di Via Monari e di Via De’ Corighi.
La biglietteria troneggia nel centro dell’elegante ingresso ed a sinistra di chi entra occhieggia invitante l’artistico buffet. Attigua all’ingresso è una grandiosa antisala gaia e vivace, che guida il pubblico ai due imponenti corridoi laterali verso le entrate della sala del Teatro.
Veramente meraviglioso il colpo d’occhio che dà questo salone a chi vi si affaccia: dapprima un’impressione di stupore, poi la sensazione di trovarsi realmente di fronte ad una moderna concezione artistica, a una ardita e meritata costruzione.
La sala, capace di 3000 posti, è vastissima, luminosa, arieggiata, ha un’amplia platea, una vastissima galleria centrale, tre file di svelte gallerie laterali e graziose ed eleganti barcacce. In ogni punto della sala la visuale è perfetta e l’acustica è particolarmente studiata, così da non avere in nessun punto della sala delle zone sorde.
Il soffitto è completamente mobile, cosìnche nella stagione estiva, a soffitto dischiuso, si può avere la sensazione di essere in un teatro all’aperto: la manovra di apertura e chiusura è rapidissima, mediante un congegno  elettrico speciale, unico in Italia.
Le numerosissime porte di uscita e le ampie e comode scale permettono un celerissimo sfollamento del salone. Decorazione intonata: semplici i motivi decorativi e armonici gli effetti di luce diretta e indiretta, diffusa da artistici e immensi lampadari.
L’ampio golfo mistico armoniosamente disposto è capace di contenere una grande orchestra e il palcoscenico, imponente per la sua ampiezza e per la sua struttura è stato studiato in tutti  i dettagli tecnici e particolarmente per una resa fonica quanto mai perfetta e per essere impiegato dagli spettacoli lirici a quelli di prosa e dal varietà al cinema.
Il palcoscenico, dotato dai più moderni impianti, specie nella manovra scenica, è munito da un sipario di sicurezza invulnerabile cioè del tipo di quello montato al Teatro Comunale di Bologna, che durante il disastroso incendio, da tutti ricordato, funzionò così egregiamente da salvare dalla fiamme la superba sala della Bibbiena.
La riproduzione sonora nella sala è eseguita a mezzo di altoparlanti giganti e lo schermo, dello speciale tipo sonoro, misura 8 per m. 6
La costruzione dell’edificio è tutta di ferro e mattoni e cosi pure in ferro sono la copertura, le porte e le finestre, dando in tal guisa la migliore garanzia contro gli incendi.
Un perfetto impianto di aerazione ottiene il cambio completo dell’aria della sala in 10-12 minuti primi, cioè che permette al pubblico di poter fumare durante gli spettacoli senza che il fumo arrechi disturbo alla visione o pregiudizio all’igiene delle persone.
Un vasto moderno impianto di riscaldamento darà un accetto tepore nella rigida stagione, mentre l’afosa e opprimente temperatura estiva sarà combattuta oltreché dall’apertura del tetto e dall’impianto di areazione, da un sistema completo di raffreddamento, nuovissimo anzi unico in Italia, a mezzo di speciali congegni tecnici.

Cinema Teatro Manzoni Bologna 1933

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