Cosi è (se vi pare)

All’appello lanciato alcuni anni fa da notabili “cinéphiles” per una sottoscrizione che salvasse la storia del cinema italiano, sanando i danni compiuti dal tempo (e non dal tempo soltanto) in questa preziosa fonte di ricchezza culturale (e puramente monetaria per alcuni), risposero molte istituzioni che, a suon di (allora) parecchi milioni di lire, restaurarono una serie di “capolavori”.  Molti di questi “capolavori” restaurati avevano un “avente diritto” diventato tale qualche mese prima che, dopo il restauro, chiedeva parecchi quattrini ogni qualvolta questo “capolavoro” si presentava fresco di restauro davanti al pubblico. Bel gioco, complimenti.

Ho incontrato uno di questi “simpatici” giocatori pochi giorni fa, è dimagrito (nel portafoglio), ma non ha perso un grammo della solita prepotenza. E’ convinto che i soldi pubblici “salveranno” ancora tanti film, i “suoi” in primis, naturalmente…

 

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